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Nell’analisi della spesa pubblica del 2005 la corte dei conti ha riscontrato un grave disavanzo tra spesa prevista e spesa realmete effettuata.
Non sono più utopia le sanzioni europee per non aver rispettato nel 2005 i parametri di Maastricht sulla spesa pubblica, ma il procuratore generale della corte dei conti Claudio de Rose ha affermato che:“Il problema è ben altro, perchè la vera sanzione, purtroppo è già in atto, è l’impoverimento qualitativo e quantitativo del sistema Italia“, de Rose ha espresso inoltre particolari preoccupazioni per il sistema delle pensioni e per il sistema sanitario italiano, in quanto anche con delle correzioni e con delle riforme in futuro ci potrebbero essere dei gravi problemi economici.
La situazione non è delle più rosee, il lavoro per Padoa Schioppa & co. sarà molto duro, studiare una nuova riforma delle pensioni e della sanità che faccia contenta tutta la coalizione non è cosa facile.
Risolvere il problema economico è molto difficile ma non impossibile: uno dei punti fondamentali per risanare l’economia è la lotta all’evasione fiscale.
Secondo gli esperti del ministero dell’economia il buco della scorsa finanziaria da ripianare sarebbe di 10 miliardi di euro: un buon piano di lotta all’evasione farebbe recuperare allo stato una cifra vicina ai 4 miliardi di euro mentre un altro miliardo e mezzo sarebbe recuperato dalla riduzione degli sprechi nella spesa pubblica.
Una cifra che porterebbe Padoa Schioppa ad attuare entro il 7 Luglio una manovra di minore entità rispetto alle previsioni.
Chi dice che la situazione dei conti del 2005 è scandalosa non è il solo governo di centrosinistra, ma anche la banca d’Italia, il fondo monetario internazionale ed oggi la corte dei conti.
La cosa a mio parere scandalosa è la tendenza da parte degli esponenti politici del centrodestra a nascondere questo dato inquietante.Quando nelle tribune politiche si discute del deficit italiano accumulato negli ultimi anni esistono due risposte magiche che insabbiano la discussione:
la prima -> “la DC in primis e la sinistra nel ‘96 hanno fatto di peggio”
la seconda -> “Il governo Prodi verrà ricordato come la carica dei 102 e quindi deve star zitto”
A coloro che utilizzano lo strumento demagogico per evitare di dare una risposta chiara a questa scomoda verità dico ciò:
Riguardo la prima “insabbiatura”: non si possono tirare fuori gli errori del passato per giustificarsi sugli errori commessi nel presente.
Riguardo la seconda “insabbiatura”: pur essendo vergognoso un numero così elevato di sottosegretari; un buco di 10 milioni di euro non lo fanno certo 6/7 sottosegretari in più rispetto al precedente governo. Molti galvanizzati dal superamento della soglia psicologica dimenticano che il precedente governo aveva dei numeri poco inferiori a quello attuale.
Un’altra cosa su cui riflettere è l’elevato grado di evasione fiscale dell’Italia: “l’evasione fiscale - dice Prodi - equivale al 7% del Pil; come l’intera spesa sanitaria”.
Bisogna trovare la soluzione per bloccare l’evasione fiscale, dopotutto non capisco perchè in moltissimi stati europei l’evasione fiscale viene combattuta mentre in Italia l’unico metodo utilizzato nell’ultimo periodo è stato quello del condono che io ironicamente definisco “l’amnistia fiscale”.
Le potenzialità e gli strumenti per combattere l’evasione fiscale esistono, basta la buona volontà, e magari una linea politica comune riguardo questo scottante tema.
La Commissione Europea ha deciso di deferire l’Italia alla Corte di giustizia europea per la legislazione sulla “golden share”, che concede allo stato poteri speciali in società ormai privatizzate come Eni, Enel e Telecom italia. Bruxelles ha giudicato pertanto “insoddisfacenti” le risposte inviate dall’italia al parere motivato della Commissione.
Le discrepanze tra previsioni di spesa e spesa effettiva non sono nuove nell’economia italiana. L’art. 81 della Costituzione sancisce che “nuove o maggiori spese devono indicare i mezzi per farvi fronte” ma questo non succede mai a causa delle previsioni errate e dell’atteggiamento un pò “frivolo” dei responsabili della politica economica. E proprio per queste discrepanze oggi abbiamo un debito al 108% del PIL, il primo in europa e il terzo nel mondo.
Si potrebbe in effetti fare un post sul tema (per quanto riguarda l’evasione ne è già stato postato uno da poco tempo) insieme con gli altri Blogministri. Ciao!
PS. Ho replicato il commento su Basecamp.
io ripongo massima fiducia in Padoa Schioppa e speriamo che una volta per tutte si riesca a diminuire l’evasione.
il problema italiano viene da lontano. E non mi sento di unirmi al coro di voci di chi si preoccupa solo del buco dei conti e non di come si fa per riempirlo. Qualcuno forse non ricorda quale è stato l’errore fatto da Tremonti nella passata legislatura. nel primo semestre del 2001 l’economia italiana era in crescita e i presupposti per fareuna buona manovra a favore dello sviluppo c’erano tutti. Ma Tremonti e Company utilizzarono i primi mesi di governo per accertare che la sinistra aveva lasciato un buco. Risultato: persero il treno, arrivò l’11 settembre e la recessione, che uniti al mal governo hanno creato il casino nel quale siamo oggi. Come me ha dimostrato di pensarla anche Padoa Schioppa, che ha affermato, in un’intervista al sole24ore un mese fa: ” Governare è difficile, e non so se saprò farlo meglio del mio predecessore”. Parole da apprezzare, perchè testimoniano la voglia di lavorare più che quella di portare avanti uno sterile dibattito politico su chi ha lasciato il buco più grosso.
La via da percorrere è quella di riformare l’intero sistema contabile pubblico italiano, che attualmente incoraggia gli sprechi e si concentra sul breve periodo, calpestando qualsiasi regola di buona amministrazione di qualsiasi azienda, quale lo stato è. Vanno introdotti sistemi di comparazione e responsabilizzazione degli enti locali, va uniformato il sistema contabile, introducendo dei principi contabili uguali per tutti. Va dato maggior peso al consuntivo di bilancio più che al preventivo, portando le amministrazioni pubbliche a dare la giusta attenzione ai risultati di sintesi. Con la lotta all’evasione non si recupera il debito pubblico. Lo ha detto berlusconi per 5 anni e per 5 anni lo abbiamo criticato. I problema della finanza pubblica passa da una riforma del sistema pensionistico (e la riforma maroni è un buon inizio) e del sistema sanitario, senza dimenticare che il pubblico impiego non può restare identico a se stesso. I contratti di lavoro nel pubblico si ispirano al modello burocratico ed alla figura di pubblico ufficiale. per cui va bene tutelare con contratti più sicuri del privato chi riveste particolari posizioni. ma è altrattato giusto permettere al pubblico di rendere più flessibile il proprio sistema di impiego. Senza dimenticare che corruzione e disonestà vanno di pari passo con il mal governo e con l’irrazionalità della spesa pubblica. E questo mi fa pensare che l’Italia democratica in fondo è rimasta fascista, figlia del mal costume e del desiderio di assolutismo.