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Mi ha colpito molto un articolo scritto da Ilvo Diamanti nel numero di Repubblica del 20 Agosto: “Nuovi giovani a sinistra studiano a destra lavorano”.

Secondo uno studio è risultato che i giovani che proseguono gli studi, sono prevalentemente di sinistra (il divario a favore del centrosinistra è del 20%);
i giovani che invece terminata la scuola dell’obbligo lavorano, sono prevalentemente di destra(il divario a favore del centrodestra è del 30%, ma questi partecipano in modo minore alla vita politica, e spesso non vanno a votare).
Queste due diverse realtà giovanili si riflettono anche nello stile di vita e soprattutto nel modo di pensare.

A parte le facili risposte superficiali o le contestazioni che potrebbero esserci, esistono delle spiegazioni molto più complesse che spiegano il perchè di questa tendenza.

Una delle cause è stato il ruolo diverso della scuola, fino a dieci, venti anni fa negli istituti professionali c’era maggior attività politica, era lo strascico del 68 e gli studenti appena entrati nel mondo del lavoro avevano a che fare con i sindacati.
Nei licei invece accadeva esattamente l’opposto.
Oggi del 68 è rimasto poco o nulla, i giovani che escono dagli istituti professionali spesso trovano un lavoro a tempo determinato e non trovano più i sindacati(un sindacalista non riuscirebbe a radicarsi nelle aziende a lavoro a tempo determinato, non avrebbe vita lunga).

I giovani che escono dagli istituti professionali badano più alle loro singole forze che a quelle di organizzazioni sociali come ad esempio il sindacato. In questo modo c’è anche minore apertura verso la società e i giovani tendono a disinteressarsi della res pubblica(molti non vanno proprio a votare).

Per gli studenti liceali e universitari accade l’opposto, c’è maggiore partecipazione pubblica e politica, ciò è dovuto al maggiore approfondimento verso determinate materie, ma soprattutto al fatto che la scuola e l’università sono luoghi di associazione e di espressione sociale per i giovani.

Una spiegazione riguarda anche la politica delle due coalizioni, il centrodestra è orientato più a difesa del singolo. Berlusconi, vero o falso che sia, appare alla società come l’esempio di uomo che si è fatto da solo,senza l’aiuto di nessuno.

Il centrosinistra privilegia altre battaglie, come quella a difesa di un’istruzione pubblica e di qualità, in generale il centrosinistra privilegia la collettività intesa anche come rapporti e relazioni tra più individui.

Questo si può notare anche nell’organizzazione di due partiti: DS e Forza Italia, nei DS il leader viene votato ogni tot anni: si presentano varie mozioni, c’è dibattito e alla fine si vota il leader. In Forza Italia il leader è uno solo e non è messo in discussione per nulla al mondo, il politichese è messo da parte e si da importanza all’immagine. Il partito viene gestito come un’impresa, e l’immagine prende il sopravvento su tutto, basti pensare alla proposta di Berlusconi: Carfagna portavoce di Forza Italia, sarà sicuramente una persona intelligente, ma volete mettere l’immagine della Carfagna con quella di Rosy Bindi?
Insomma, 2 modi di intendere la società e la vita completamente diversi, da un lato l’espressione della collettività,della res pubblica, dall’altro lato l’espressione dell’attenzione verso il singolo, della forza del singolo, dell’individualità a dispetto della collettività.

Io mi ritrovo nell’articolo di Diamante, nella mia esperienza personale, in 4 anni di attività politica a livello studentesco ho trovato persone interessate all’associazione di cui facevo parte solo nei licei: classico, scientifico, psicopedagogico, linguistico e artistico. I ragazzi degli istituti professionali, non siamo mai riusciti a renderli partecipi delle nostre attività.
Naturalmente esistono casi e casi, e molto dipende anche dalla situazione delle famiglie, è importante non generalizzare, ma per la mia esperienza personale, esiste davvero una divisione netta tra i giovani, anche a livello di rapporti umani e sociali, io che ho fatto il liceo classico, posso affermare che neanche un 10% dei miei conoscenti frequenta o ha frequentato un istituto professionale.

La tendenza negli ultimi anni c’è, forse farà un pò di impressione per i più “anziani” leggere che la nuova classe operaia è di centrodestra mentre chi studia e arriva alla laurea è in maggioranza propenso al voto per il centrosinistra.

Secondo le statistiche di Diamanti e Mannheimer sulle elezioni del 9 Aprile è risultato che il centrodestra è votato non solo dai piccoli lavoratori autonomi, ma anche dalle casalinghe, e dai giovani lavoratori(anche se molti sono apatici politici).

Il centro sinistra è votato invece da professori, inaspettatamente da quasi la metà degli imprenditori(47,9%) ma soprattutto dai giovani che non hanno un lavoro ma studiano.(fonte delle statistiche)


Comments

Carmelo on 21 Agosto, 2006 at 15:18 #

Ah, ecco.
Adesso mi spiego perchè mentre studiavo mi sentivo crescere dentro la voglia di votare a sinistra! ;-)
Aspetto il commento di Camelot che, sicuramente, comincerà a snocciolare i dati sui titoli di studio dei politici del centrosx. :-D


alex on 21 Agosto, 2006 at 15:22 #

Vabbè .. ma Camelot può snocciolare i voti dei titoli di studio dei politici ecc ecc.. ma sta di fatto che a parte chi come lui è preparato il vero ed ampio elettorato del centrodestra è fatto di casalinghe… giovani lavoratori senza laurea e piccoli lavoratori autonomi.


phoebe on 21 Agosto, 2006 at 17:42 #

Nella mia esperienza personale, tranne meritevoli eccezioni, non posso che sottoscrivere in pieno sia il post che il commento di Alex.
Camelot se ne farà una ragione!!!!


enrico on 21 Agosto, 2006 at 18:58 #

Il tutto è abbastanza prevedivile; del resto, non per offendere qualcuno, ma realtà come Forza Italia (e mi riferisco a quando il partito è nato, è “sceso in campo”) fanno colpo sulle masse ignoranti. E’ quello che da secoli fa la Chiesa, è quello che succede in varie parti del mondo in cui associazioni più o meno lecite fanno colpo sulle masse. Sono più manipolabili, e più controllabili. Del resto, le rivoluzioni sono state sempre fatte da chi una cultura l’aveva, perchè chi ha cultura sa come e cosa fare; e chi ha cultura fa paura. Il punto cruciale della nostra Italietta è che la cultura non viene finanziata, non viene stimolata e, purtroppo, chi ce l’ha la usa in malo modo. Però, sempre meglio avercela, una cultura, penso io.


[...] enrico: Il tutto è abbastanza prevedivile; del resto, non per offendere qualcuno, ma realtà… [...]


Luca Moretto on 22 Agosto, 2006 at 12:00 #

:-( solo questo


Aedo Ebdomadario on 26 Agosto, 2006 at 14:20 #

Alex, non mi citi il catch all party di Kirchheimer e la teoria della professionalizzazione di Panebianco, parlando di DS e Forza Italia?! :)


alex on 26 Agosto, 2006 at 14:31 #

hehehehehehe ommammamia! Davvero eh… si potrebbero citare tranquillamente.. ma poi i lettori mi sputano in faccia :D


ocramrosso on 28 Agosto, 2006 at 14:48 #

posso essere daccordo solo per la statistica, ma non sono daccordo sul fatto che nel centro sinistra esiste la democrazia. i lider sono sempre gli stessi e sono sempre votati, le mozioni sono solo una parvenza e comunque vince sempre chi è dentro la crema del potere. non sbagliamo non convinciamoci che la sinistra sia la più democratica. certo è facile passare dal male al peggio è noi ci siamo caduti. non esiste una democrazia partecipativa, esiste invece un capitalismo che ha fagocitato la politica e ha mercificato tutto, dall’ambiente all’uomo. finchè ad un uomo, nella nostra civiltà tecnologica, gli verrà tolta la dignità di una vita decente non esiste democrazia. saluti ocramrosso


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