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Sono stato invitato a parlare in una webRadio sul problema della legalità nell’agro aversano, naturalmente ho accettato, vi riporto l’articolo che apparirà sui vari giornali locali:
“Martedì 29 agosto a partire dalle ore 19.30 Paolo Esposito tornerà col suo programma Detto tra noi, il rotocalco della web radio Radio Nuove Voci, a parlare di un argomento scottante: “Agro aversano e cultura della legalità”.
Il programma radiofonico verrà trasmesso al link http://radiocaffe.no-ip.org:8000/listen.pls , per ascoltarlo è necessario avere il programma Winamp e collegarsi solo all’orario stabilito per la diretta, altrimenti il proprio computer segnalerà un errore generico. Per dire la vostra durante la diretta della trasmissione è possibile contattare lo studio tramite e-mail, Msn o Skype all’indirizzo pafaweb@libero.it . Se si possiede un microfono collegato al computer si può intervenire anche telefonicamente tramite i programmi di Msn o Skype sempre allo stesso contatto. Per ulteriori informazioni o suggerimenti ci si può collegare a www.paoloesposito.135.it .
I problemi dell’agro aversano sono tipici di tutto il casertano e il napoletano, ma ad Aversa e dintorni appaiono con una più netta evidenza, soprattutto perché si vive come se tutto andasse bene, come se tutto fosse nella normalità. L’illegalità diventa la regola, ma c’è chi tenta di combatterla offrendo un’alternativa, tentando di far riemergere questa zona da una cappa di problemi ancestrali. Inesorabilmente però si trova a cozzare con gli interessi della stragrande maggioranza. E’ difficile che qualcuno decida di impegnarsi per la propria città senza avere secondi fini, per cui le iniziative di chi vive nella cultura della legalità vengono bloccate sul nascere dagli altri. L’inferno a pochi passi da Roma, così è stato definito l’agro aversano in un articolo apparso tempo fa su Sette, è ormai quella parte di provincia casertana agli ultimi posti in Europa per qualità della vita. Una colata di cemento che stringe Napoli in una morsa, tra discariche abusive, paesi anonimi cresciuti abusivamente coi soldi per la ricostruzione dal terremoto in Irpinia. In queste terre senza identità in cui sopravvivono macerie normanne e memorie rurali non c’è più differenza tra legalità ed illegalità. Come in un supermercato del crimine e dell’arte dell’arrangiarsi, per guadagnarsi da vivere non restano che i traffici illeciti, tollerati dalla polizia (spesso corrotta) come la falsificazione di prodotti di alta moda o la vendita delle sigarette di contrabbando controllata dalla malavita. Le scuole sono deserte: i bambini preferiscono vendere i fazzoletti ai semafori o fare i cavalli che portano a destinazione la droga. Guidano l’auto a dieci anni; fanno la fila ai botteghini dell’ippodromo; non c’è da stupirsi se i più poveri vengono divorati dai topi in tuguri dove sopravvivono con un esercito di fratelli e se l’assistenza sociale è nelle mani di pochi operatori senza mezzi o di istituti religiosi che ricevono cospicui proventi speculando sulla disuguaglianza sociale. L’Agro aversano è anche questo, dicevo, l’inferno a pochi passi da Roma.“
L’articolo sopra citato è di Paolo Esposito