Le mancate dimissioni di Rovati, le dimissioni di Tronchetti e il ritorno di Guido Rossi, ma cosa c’è dietro? Io me lo sono chiesto ed ho trovato delle risposte.
Rovati: nel caso in cui Prodi davvero non sapesse nulla, cosa su cui dubito molto, doveva essere cacciato, altro che dimissioni, ma allora perchè si riesce a salvare capra e cavoli?
Tronchetti Provera: è un personaggio particolare, ha saputo crearsi un impero, però non si sa come mai, Telecom italia l’ha portata al baratro.
Guido Rossi: conosciuto oggi come commissario della Figc, è stato colui che sotto un governo di centrosinistra, ha guidato il gruppo Telecom alla privatizzazione, cedendolo per 26.000 miliardi di vecchie lire a Colaninno, il quale ha acquistato Telecom italia con i fondi stessi di Telecom Italia, insomma un affarone.
Allora c’è da chiedersi perchè ritornano sempre i soliti noti?
in Italia tutto è controllato dalle stesse mega aziende: BancaIntesa/SanPaolo, Benetton, Pirelli e poche altre controllano dall’informazione alle autostrade, dalla Telecom alle squadre di calcio, dalle banche a chi più ne ha più ne metta.
Riflettiamo anche sulla Goldman Sachs una delle più grandi banche d’investimento a livello mondiale, che ha avuto tra i suoi collaboratori personaggi illustri del centrosinistra e del centrodestra.Uno dei collaboratori più illustri è l’attuale banchiere d’Italia Draghi, che ha ottenuto i voti positivi anche dell’Ulivo. Quest’azienda guarda caso spunta sempre dietro qualsiasi operazione finanziaria di questi grandi gruppi.
Forse io tento di guardare troppo avanti, ma non mi meraviglierei se queste grandi aziende si fossero trasformate in grandi lobbyes;
non mi meraviglierei se queste grandi lobbyes fossero entrate nella politica italiana trasversalmente ai due schieramenti, dopotutto non dimentichiamoci che anche illustri esponenti del centrodestra hanno fatto o fanno ancora parte di Consigli d’amministrazione di società vicine a queste società;
non mi meraviglierei se in Italia la media d’età dei politici è superiore a qualsiasi altro stato: se entri nel giro delle lobbyes avrai vita lunga e puoi restare in parlamento per anni e anni grazie ai finanziamenti;
non mi meraviglierei se non si farà mai luce su questi casi;
non mi meraviglierei se non si farà mai una legge sul conflitto d’interessi: probabilmente non colpirebbe solo Berlusconi: il caso Rovati, consigliere del pres. del consiglio e implicato nella vicenda Telecom ci insegna qualcosa;
non mi meraviglierei se alle prossime politiche ci saranno ancora i soliti noti.
Che dire… i trusti che ci sono fanno schifo e sarebbero da perseguire tutti. Ci vuole una bella rinfrescata negli assetti delle aziende che contano e della politica. Mah, non so più che pensare.
le lobbies in realtà ci sono sempre state. soprattutto in Italia! solo che le abbiamo sempre chiamate con altri nomi…
il potere purtroppo non è frammentato, perchè agli italiani (TUTTI) non interessa frammentarlo. non appena possiamo ci costruiamo il nostro impero, alla faccia della frammentazione del potere. è stato sempre così, non è il caso di stupirsi se lo è ancora.
di sicuro non se ne uscirà a breve da questa situazione, e dobbiamo entrare nell’ottica di dovercene fare i conti, giocoforza. quindi assicuriamoci che non vi siano squilibri di potere, e che perlomeno non ci sia un’unica lobby egemone su tutte le altre. apriamoci al mercato estero, e cerchiamo di non impedire che nuovi gruppi crescano, per poter fare concorrenza ai pochi già esistenti. abbiamo talmente tanta paura delle lobbies (in America, per esempio, le accettano come cosa normale) che facciamo di tutto per impedirne la proliferazione che, invece, sarebbe l’unica possibilità di frammentarne il potere. alla fine facciamo proprio il gioco delle poche lobbies esistenti, e poi se ne vedono le conseguenze.
Marco concordo pienamente con te, il tuo discorso non fa una piega!
Colgo l’occasione per ringraziarti della segnalazione.
Sulla questione Telecom apprezzo il profilo generalista che hai dato al tuo articolo, infatti un punto credo che sia indiscutibile: il Capitalismo italiano è “marcio” e questo non lo dico in quanto comunista inquanto è “marcio” alla luce degli stessi principi del liberalismo; cartelli, corporazioni, poteri forti, esercitano un controllo predominante sull’economia e quindi sulla società. Credo che la via di fuga da questa condizione di stallo sia il recupero della dimensione pubblica del fenomeno cioè la creazione di spazi di discussione pubblica sul destino di grossi gruppi che privati non lo sono mai stati o meglio privati sono stati gli utili e pubbliche le perdite.
a presto.
Ragazzi nulla vi fa pensare a calciopoli? sarò io che sogno, io che giro i miei film, ma ho l’impressione che calciopoli era solo un paraocchi, un argomento da dare in pasto agli italiani per coprire quello che sta accadendo al mondo della finanza, della politica e dell’economia italiana in questi mesi. Gli archivi segreti di telecom scoperti, lo scandalo del Lazio-gate e gente che si suicida u po’ ovunque, con le intercettazioni di calciopoli gestite dallo stesso carabiniere che è sotto inchiesta per aver rubato l’agenda di borsellino il giorno della strage. Qualcosa mi puzza. Senza contare che ora viene fuori che prodi è in affari con montezemolo. e montezemolo è la fiat. Ecco, in 3 riche abbiamo tirato in mezzo Telecom, Pirelli, Fiat: meglio far parlare della juve ladrona che del nuovo immenso casino dell’economia italiana… chi può rifletta..