Domenica sera ho avuto il piacere di ascoltare la presentazione del libro “Gomorra” di Roberto Saviano.
E’ difficile se non impossibile parlare di Camorra in un territorio come quello campano:
l’argomento Camorra è un Tabù; parlarne ad un pubblico vasto non conviene, non conviene perchè chi ti è intorno fa terra bruciata, non conviene perchè le persone iniziano ad insultarti, a parlare male di te, ad additarti come “quello che parla male della zona in cui vivo”, “quello che ci ha fatto diventare la vergogna d’Italia”, non conviene perchè se esageri puoi anche perdere la vita.
Vedendolo dal vivo viene quasi impossibile pensare che quel ragazzo così gracile ha avuto quel coraggio che manca a tante, troppe persone; ha avuto il coraggio di studiare la Camorra, di far parte di un osservatorio sulla Camorra, di entrare a contatto con la malavita organizzata locale, ha avuto il coraggio di fare i nomi.
Ha iniziato la presentazione del libro affermando che se potesse tornare indietro non lo scriverebbe più: i problemi che ha avuto dopo la scrittura di questo libro come potete immaginare sono stati tanti, poi ci si mettono anche le istituzioni: il Sindaco di Napoli vuole a tutti i costi nascondere l’evidenza, un mese fa pur di difendere Napoli offese i Catanesi (”Catania è peggio di Napoli”), pochi giorni fa ha criticato anche Saviano (”è un fissato, dipinge Napoli come l’inferno”).
Durante la presentazione ha parlato dello sviluppo dell’imprenditoria cinese nel Napoletano, delle grandi potenzialità di questo territorio che sono sfruttate sì, ma dalla camorra.
Ha parlato dell’edilizia, del fatto che mezza Italia è stata costruita da imprese edili napoletane e casertane, MALEDIZIONE!
Maledizione perchè il territorio non si arricchisce, resta povero, tutto nelle mani degli imprenditori del crimine, dei veri imprenditori che non avrebbero nulla da invidiare ai maggiori imprenditori italiani.
Ho attraversato un momento di rabbia nel momento in cui ha parlato di rifiuti:
il territorio tra Napoli e Caserta è invaso da rifiuti tossici e nocivi che come ha raccontato Saviano provengono dalla Toscana, dal Veneto, dal Piemonte ecc. ecc. , persino le cicche di sigarette che si raccolgono nelle strade di Roma, sono finite qui.
Nel territorio in cui vivo i tumori toccano punte altissime. Si muore! .. Si muore.
Saviano ha spiegato anche quella che io definisco l’assuefazione da Camorra; vi riporto una lettera presente nel libro di Saviano, lettera scritta ad un prete da un ragazzino rinchiuso in un carcere minorile:
“Tutti quelli che conosco o sono morti o sono in galera. Io voglio diventare un boss. Voglio avere supermercati, negozi, fabbriche, voglio avere donne. Voglio tre macchine, voglio che quando entro in un negozio mi devono rispettare, voglio avere magazzini in tutto il mondo. E poi voglio morire. Ma come muore uno vero, uno che comanda veramente. Voglio morire ammazzato.”
Ed è più o meno questa la visione della camorrista per un ragazzo che vive nelle periferie di Napoli e del casertano, la Camorra è vista come un gioco, i ragazzi sognano di diventare camorristi e così iniziano a spacciare droga, sanno che sicuramente verranno arrestati, ma la tentazione è troppo forte, i 500 euro al giorno sono un bene troppo prezioso, non si può rifiutare, loro già sanno la fine che faranno ma a loro non interessa, meglio un giorno da leoni.
Questo è Gomorra, un libro che nella prima parte ti trascina in un vortice di sensazioni ed emozioni, mentre nella seconda parte racconta i meccanismi, l’organizzazione, il business che c’è dietro a questa parola che da molti è considerato un Tabù.
Saviano è parte di quello che racconta, non si arroga il diritto di giudicare tutto dall’alto, non si arroga il diritto di sparare a zero, né descrive superficialmente ciò che racconta, ecco perchè lo apprezzo, è facile per il cronista di “Lucignolo Bella Vita” descrivere ciò che succede a Napoli, un paio di luoghi comuni, qualche intervista ai balordi di turno e tutto è apposto, share e ascolti assicurati, ma per chi ha vissuto questa realtà è tutto molto più difficile.
Ulteriori spunti: Inferno Napoletano, Secondo capitolo del libro, Scheda del libro, Scheda dell’autore
io e te viviamo al nord, io forse in un contesto un po’ più difficile per chi viene dal sud. Milano non è proprio la città adatta se cerchi di spiegare da dove arrivano i mali del sud. Però io ci provo, racconto, spiego. E se proprio non vogliono capirmi, vuol dire che evidentemente le loro motivazioni non sono frutto di osservazioni e riflessioni, ma solo di ottusità. Il problema meridionale viene da lontano: viene da Achille Lauro, viene da una politica democristiana di emograzione interna più che di sviluppo del meridione, viene dalla inconsistenza della nostra classe politica e dalla nostra mentalità. Fin che tutti non capiranno queste cose, non ci sarà modo di rinascere.
p.s.: le cicche di sigarette sono di milano, non di roma :P. Poi ti racconto dell’espresso napoli - milano della domenica sera, ore 21.47. Un viaggio che difficilmente ripeterò…
Aggiungo, a fini di documentazione, gli articoli che stanno qua:
http://articoli.alessandroiacuelli.net/?p=23
http://articoli.alessandroiacuelli.net/?p=24
http://articoli.alessandroiacuelli.net/?p=46
http://articoli.alessandroiacuelli.net/?p=47
ed altri che trovi sullo stesso blog.
Ciao
Grazie alex, gentilissimo!
[...] Roberto Saviano, Gomorra e.. Camorra [...]
Ciao,sono Pasquale Marino della compagnia teatrale Residui Teatro.
Presentiamo il nostro nuovo spettacolo a Roma dal 3 a 8 ottobre al Rialto via S.Ambrogio 4 alle 21.
Lo spettacolo si chiama Laura C e racconta una storia in cui sono coinvolte le ‘ndrinew calabresi e la mafia.
Mi farebbemolto piacere vedere tra gli spettatori Roberto Saviano
per non sentirmi solo
in questo viaggio a sud
eh… a me farebbe molto piacere esserti utile.. ma io a Roberto purtroppo non lo conosco di persona:) la mia è solo una riflessione sul suo libro e sulla sua persona
napoli è 1 inferno…….e la sua periferia: quartieri cm secondigliano sn il posto dv le fiamme fanno + male. soprattutto se nn sei 1 bestia cm il 90 x cento della gente ke c vive………..io li ammazzerei tutti..pulizia etnica.(invito ki mi considererà esagerato a farsi 18 anni a vivere qu a secondigliano e poi a ritenersi in grado d giudicare….)
[...] Questa volta il colpevole è Roberto Saviano, che sta commettendo uno degli “errori” più gravi che si possano compiere da queste parti (agro aversano), attraverso il suo libro e un paio di articoli per l’Espresso si è permesso di sparlare della Camorra, di fare nomi e cognomi, di spiegare tutti i meccanismi della camorra, di spiegare il radicamento nella società, perchè quando si scrive di Camorra non bisogna riferirsi solo a Boss e scagnozzi, questo è un grave errore, quando si parla di Camorra ci si deve riferire a tutti coloro che direttamente o indirettamente legittimano questo sistema e fanno si che sia radicato ben bene nel tessuto sociale di queste zone.Ora i giornali e i telegiornali parlano di Roberto, dicono che rischia la vita e che la prefettura lo ha allontanato da Napoli e si sta adoperando per fornirgli una scorta… Scorta che lui rifiuta. Ero venuto già a sapere della cosa una settimana fa, ma non avevo voluto crederci e in cuor mio speravo che non si sarebbe dovuto arrivare a tanto. E invece si, la Camorra ha paura delle parole di questo giovane intellettuale di 28 anni. Ha paura che il suo libro attiri troppo l’attenzione su un sistema criminale che è sempre messo in disparte poichè la Mafia attira più audience. [...]
Questo mezzo maniaco deve essere ucciso per il suo libro contro la gente di
Napoli. La nostra carissima sindaco Jervolino si e’ gia espressa come noi la
pensiamo.
La gente di Napoli deve obbedire alle leggi del territorio, Bassolino e
Jervolino lo hanno capito e si trovano bene. Gli stiamo vicino e come vedete
sono decenni che regnano il nostro territorio.
Se non vi piace Napoli allora andatevene e fate venire ad abitare altra
gente che si adegua.
l’ultimo commento si commenta da solo..è la dimostrazione che questo atteggiamento di difesa del territorio con tutti i pro e i tanti contro è radicato nelle persone.. chi fa notare che le cose vanno male e cerca di spiegare il perchè viene definito mezzo maniaco..
Credo che bisogna riflettere meglio su come la politica di centro sinistra in Campania negli ultimi anni sia subordinata alle logiche camorristiche. Gli esempi li abbiamo quotidianamente sotto gli occhi. La cosa più triste di ciò non sono le parole di questo sconosciuto interlocutore ma le parole del Sindaco di Napoli.
Credo che bisognerà davvero, prima che sia troppo tardi per noi tutti, costruire un bel giro tondo per le strade della Campania.
ciao …il commento di Gente Nostra mi ha fatto paura……io non vivo a napoli e neanche in campania ma i miei genitori sono della prov. di caserta…Gente Nostra rifletti su quello che hai detto …….è una cosa gravissima …stai difendendo un’organizzazione criminale pericolosissima che si sta portando via la città più bella del mondo…..questa organizzazione malavitosa potrebbe fare male anche a te o ai tuoi cari un giorno…e tu con queste stupide parole la stai difendendo……………………………
………le cose vanno male a Napoli grazie ai nostri amministratori pubblici che ci sguazzano in situazioni del genere, perchè con la scusa che la camorra intralcia, non fanno altro che continuare a rubare i soldi di noi poveri contribuenti e mettere ai posti di comando parenti, amici e conniventi
GRAZIE
Caro Alex, ho deciso di risponderti perchè ho letto tante cose su qusto blog (belle e brutte) tutte interessanti per aprire una delicata quanto importante discussione. Mi presento, mi chiamo Paolo e sono uno dei tanti emigranti che hanno avuto una chance al nord e non hanno esitato a prendere il primo treno per Milano. Oggi sono un funzionario dello stato e vivo in provincia di Varese. Sono tornato (dopo 4 mesi di intenso lavoro) nella mia città per qualche giorno e cosa trovo? Abbandono, rassegnazione, caos incontrollato, a tutto vantaggio del potere forte che regna incontrastato sulla mia povera città. ‘O Sistema, così chiamano oggi la Camorra (termine ormai in disuso); la più grande azienda della Regione, con un fatturato di miliardi di Euro al giorno, che affonda il suo controllo in tutti i campi della vita sociale: scuole, ospedali, uffici, appalti, imprenditoria… in ogni cosa su cui si rifletta c’è di mezzo il Sistema. Ormai i cittadini sono divisi in due fazioni: quelli rassegnati, i quali dicono che “purtroppo ci tocca, abbracciamoci alla croce”; e quelli esasperati, che scappano via da qui pur di sfuggire ad un destino già segnato. Le istituzioni (l’”Imperatore” Bassolino, la “Zarina” Iervolino e tutto il loro entourage) sono messi sotto scacco dai boss e dalla criminalità in genere. I politici non sanno, però, che così facendo si fanno del male da soli, e non passerà molto tempo prima di vedere il caos entrare in azione, con fazioni che si scontrano per far valere oguno le proprie ragioni, stile guerra civile. La cosa più brutta è che, al mio ritorno, ho trovato un aumento incredibile delle persone che sono passate, nel frattempo, dalla prima alla seconda fazione di cui sopra. Sempre più cittadini depongono le armi e dicono “piuttosto vado via”. Questo è un chiaro segnale che, secondo il mio parere, i politici non possono e non devono sottovalutare: I NAPOLETANI SI STANNO STANCANDO DI NAPOLI! Grazie per lo spazio che mi hai concesso… a presto!
Ciao!
La cosa che mi lascia sconvolto nel vero termine della parola, invece, è vedere come molta, troppa, gente si dia per vinta, e sembra quasi (oltre al rassegnarsi) che attenda dal Sistema un riconoscimento, infatti molti stanno in prima linea per farsi trovare pronti alla “chiamata” altrimenti sei fuori, sfigato, negativo, contrario, nemico!
Le mie idee nascono dal più profondo credo pacifista pertanto non giustifico alcuna forma di violenza, sopruso, ma ricordandoci il nostro passato, e mi riferisco al dopoterremoto, se ben ricordiamo il film “il camorrista”, interpretato da un fantastico B. Gazzara, lì in quei tempi, la struttura era diversa, esisteva un vertice.
Ora invece ci troviamo difronte a pochi balordi, cani sciolti che non appartengono a nessun cartello, quadro mutante dovuto proprio all’elevato numero di atti di violenza, indi ogni giorno la città cambia mani … ogni giorno cambiano i padroni … e domani si ricomincia …
Certo che se i napoletani stanchi vanno via … la danno vinta … peccato!
scusate… ma io sono andata via… far crescere i miei figli nell’immondizia e senza opportunità non mi sembrava il caso… solo Saviano è riuscito a ricavare qualcosa di “positivo” dal sistema, una carriera nel mondo letterario … e comunque rischia la pelle…
scargliarsi contro questa amministrazione mi sembra inutile … qualsiasi classe politica innestata in Campania si piega alle logiche del sistema… con quelli di destra non sarebbe successo nulla di meglio… è un cancro maledetto che neanche le forze dell’ordine sono in grado di arginare… un carabiniere, finanziere, poliziotto guadagna 1.500 euro al mese… quanto costa la loro onestà? Il sistema ha i capitali per piegare l’onestà di troppe persone… tutti hanno un prezzo, e chi non c’è l’ha e si mette contro è condannato a morte… Adesso vengo giù 4 volte l’anno, mangio pizza doc, sfogliatella, un pò di mozzarella evviva Napoli che ad Ottobre fa ancora 30gradi! ma che sprofondino nell’immondizia tutti i camorristi, le loro famiglie e chi li da a campare!!!!!!!!!!!!!!!!!
1963:MANI SULLA CITTA
2006:MANI SU TUTTO
Chi si interessa di politica e non ha mai visto il film di Franco Rosi “Mani sulla città”, forse non si è, tra virgolette, perso nulla ed il suo film lo sta vivendo sulla propria pelle da quando è nato, anzi lo hanno vissuto anche tutti i suoi antentati.
Napoli atavica prostituta che è stata posseduta da un’infinità di oppressori, nella sua storia non ha conosciuto mai un attimo di pace interiore.
A Napoli chiunque vince, anche se parte da un retroterra di buoni propositi, alla fine, appena giunto al potere si trasforma e diventa un tracotante accattone, pronto a fottersene di ogni sparuto briciolo di legalità e ad ingozzarsi fino a scoppiare!
Oggi come ieri, occorrerebbe un nuovo Franco Rosi, che senza mezzi termini e senza peli sulla lingua, metta sotto gli occhi di tutta l’Italia e di tutto il Mondo, come avvenne nel 1963 con la vittoria del Leone d’oro a Venezia, la questione Napoli, che poi è la vera e mai risolta questione meridionale!
Napoli oggi vive peggio che in quel lontano 1963, i problemi sono aumentati e non diminuti, ed onestamente chi non inizia da questa chiarezza di dati di fatto assai difficilmente può tentare anche solo di partire per la ricerca di qualche soluzione efficace.
Rosi alla fine del suo film inseriva questa didascalia: “I personaggi e i fatti qui narrati sono immaginari, autentica è invece la realtà sociale ed ambientale che li produce”, penso che nel 2006 bisognerebbe andare oltre, raccontare la realtà e fare anche nomi e cognomi di chi di questa realtà si nutre, perché la gente capisca, si ribelli e non li voti più!
Il problema Napoli non è la camorra, non sono i rifiuti, non è la disoccupazione: il problema Napoli è la politica fatta dai cialtroni, che non hanno la volontà e neppure la capacità di far alzare la testa ad una città da troppo tempo oppressa!
Il ricambio dei politici è un problema di logica. Prendendo per buono l’assunto che Napoli si trovi in una situazione di corruzione violenta almeno da cinquanta anni, e considerando che oggi fanno politica figli, nipoti e conoscenti di chi la politica la faceva cinquanta anni fa è un fatto logico attendersi che anche oggi la politica sia corrotta e chi dice il contrario non può essere in buona fede. Poi, se proprio, si vuole continuare a dire che non si è corrotti allora quanto meno bisogna che vi affibbiate il titolo onorifico di incapaci e che vi ritiriate a vita privata!
Napoli ha bisogno di un reale ricambio politico, senza il quale mai nulla potrà cambiare per corruzione e/o per incapacità delle attuali personalità che detengono i potere.
Luigi Cangiano, giornalista, direttore responsabile de “La Sentinella” – http://www.lasentinella.info
Dottore in Scienze Politiche, con tesi in Sistema Politico Italiano, relatore Prof. Antonio Sarubbi
Cultore di Storia dei Partiti Politici (Un. “Federico II”) e di Sociologia dell’Amministrazione Pubblica (Un. “Parthenope”)
Perfezionato in Storia dell’Occidente: Culture e Religioni, responsabile prof. Andrea Milano
Perfezionato in Saperi Storici e Nuove Tecnologie, responsabile prof. Francesco Barbagallo
Fondatore del Movimento per la Vera e Nuova Politica
CONTROMAFIE? UN CONVEGNO AGIOGRAFICO DI SINISTRA!
OCCORRE UNA LOTTA VERA ED UNITARIA AL MALAFFARE POLITICO E CRIMINALE
E’ il malaffare il problema che ci assilla o la pura e semplice criminalità organizzata? La questione è cruciale e se non si da prima una risposta chiara ad essa tutto resterà sempre come è oggi, al massimo ogni tanto cambierà qualche vertice ma il succo del vivere civile resterà sempre fossilizzato al penoso stato attuale dei fatti.
Il Movimento per la Vera e Nuova Politica, attraverso il suo fondatore dr. Luigi Cangiano, cultore di Storia dei Partiti Politici e di Sociologia dell’Amministrazione Pubblica, tiene ancora a ribadire l’assoluta inadeguatezza dell’attuale tentativo di lotta ai problemi che ci assillano.
Il problema è questo cari amici di tutto il Sud e dell’agro-aversano in particolare: la mala pianta che fornisce sviluppo facile a tutti gli altri mali è il malaffare istituzionale. Bastano poche mele marce per far diventare insano tutto. Il caso di cronaca calabrese è sotto gli occhi di tutti noi e deve farci comprendere qualcosa. Troppo spesso negli ultimi anni si sono candidati ad importanti cariche locali ed anche nazionali, personaggi etichettati come salvatori “della patria” solo ed unicamente per il fatto di essere: magistrati. Poi avviene il caso Calabria, poi avvengono altri numerosi scandali in cui sono coinvolti dei magistrati, e quanti altri casi non sono ancora venuti a galla? Poniamo all’attenzione dei lettori e degli analisti della questione un semplice ma significativo fatto: la Campania è la regione dove la giustizia funzione peggio di tutta l’Italia, dove processi anche contro la criminalità organizzata spesso non vengono portati a termine con profitto dai magistrati che li hanno in carico. Quante volte, abbiamo dovuto leggere, di camorristi scarcerati per decorrenza dei termini? Poi, si va nelle carceri e chi ci troviamo? I camorristi, penserete? No, ci troviamo detenuti da quattro soldi, che spesso si trovano in carcere solo perché sono poveri e non hanno potuto chiamare un buon avvocato per difenderli. In carcere ci troviamo i “rifiuti sociali” non ci troviamo, quasi mai, i camorristi che, invece, oggi si trovano in posizioni apicali della nostra società. Volendo fare una liason del nostro presente con la situazione della feudalità medievale (Signore, Vassalli, Valvassori e Valvassini, servi della gleba) che ben ci rappresenta, potremmo dire che oggi al posto del Signore ci troviamo il potente di turno, sia esso un politico od un camorrista. Al posto dei Vassalli troviamo oggi i fidi porta potere del Signore, politicanti e camorristi di secondo livello, al posto dei Valvassori troviamo i succhia risorse dei politicanti e dei camorristi, personaggi che vivono di pseudo politica e gente di malaffare di terzo livello, al posto dei Valvassini oggi nella scala sociale troviamo chi si nutre delle briciole degli appartenti al livello superiore. I servi della gleba, invece, oggi siamo tutti noi, costretti a vivere sotto la scure dell’oppressione politica ed ideologica del malaffare imperante!
Un accorato appello del nostro Movimento politico è questo: alziamo la voce ad ogni calata di scure che ci colpisce. Ad ogni occupazione abusiva di poltrone pubbliche, ad ogni speculazione edilizia da far subire al territorio, ad ogni granello di roccia che viene rubato alle nostre montagne per alimentare la speculazione edilizia, ad ogni sacchetto della spazzatura che finisce in una cava dove prima c’era la roccia. Con i rifiuti c’è gente come i tedeschi che ci fanno energia elettrica da decenni, non potremmo fare milioni di megawatt con tutti i rifiuti che abbiamo, ma questo non lo potranno mai comprendere i rifiuti da soli, occorrerebbe una vera e sana volontà politica ma questa è del tutto assente, almeno oggi!
Per tutto quanto abbiamo appena detto non possiamo che essere critici nei confronti della manifestazione avvenuta sabato 11 novembre 2006 presso il Santuario di Villa di Briano, i cui organizzatori il giorno immediatamente precedente alla manifestazione si sono fatti staccare dal super acchiappa-poltrone Sandro De Franciscis un lauto assegno per portare avanti il loro “compitino” anti-camorra. Almeno sulla questione del malaffare politico e criminale tutti i cittadini e la società civile deve essere seria e persone che fanno politica da trenta anni accompagnandoci per mano alla disfatta del territorio e dello Stato alla criminalità dovrebbero almeno smetterla di andare a presenziare ad inutili convegni succhia risorse pubbliche, come quello che si è tenuto ieri. Nella lotta alla criminalità se si vuole farla seriamente, bisogna essere trasparenti! Andare a prendere soldi da Sandro De Franciscis è oggi, a nostro modo di vedere, l’antitesi della trasparenza. Poi, ognuno faccia, quello che vuole si sottostia a chi meglio crede e dia ancora credito a chi sta in rosso perenne da decenni!
Certo la notizia di oggi che De Franciscis abbia concesso “Lo Uttaro” per l’emergenza rifiuti, in cambio della direzione del CE3 è la prova più lampante, che quei soldi da De Franciscis non andavano presi!
In Calabria hanno fatto l’operazione do ut des, quando la faranno in Campania un’operazione di pulizia politico criminale come quella? Noi fiduciosi della Giustizia attendiamo!
La lettura di Saviano è carente sui legami
tra malaffare politico-istituzionale e criminalità!
Il Movimento per la Vera e Nuova Politica ritorna sulla questione del libro di Roberto Saviano “Gomorra” e su altri articoli da egli recentemente pubblicati, che apprezziamo e che hanno avuto il grande merito di accendere i riflettori dei media nazionali sulla squallida situazione in cui viviamo, ma pur esprimendo tutta la nostra solidarietà nei confronti dell’autore Roberto Saviano, non possiamo non muovergli alcune, crediamo, molto fondate critiche, che qui per brevità sintetizziamo in soli pochi punti, anche se di “pecche” in “Gomorra” ce ne sono a nostro avviso moltissime.
1) Il libro di Saviano non accenna in alcun modo incisivo al rapporto della criminalità organizzata con le istituzioni campane, e questa ci sembra una carenza lampante e con pochissime scusanti;
2) Saviano fa quasi una mitizzazione delle capacità economico-finanziarie della Camorra, quando è così lapalissiamo sapere che non ci vuole proprio nulla ad appropriarsi di interi mercati quando si ha dalla stessa parte forza militare e possibilità di investire soldi frutto di attività illecite, con possibilità varie di escludere così dal mercato in breve tempo tutte le aziende non appartenti alla malavita.
3) In molti punti, inoltre, “Gomorra” ci è sembrato a seguito di un attentissima lettura, una sintesi di molti articoli giornalistici di criminalità che ogni giorno intasano, purtroppo, le nostre cronache. Come anche molte affermazioni stratosferiche contenute all’interno di “Gomorra” ci sembrano il frutto dei titoli poco realistici che si scrivono quotidianamente sui nostri giornali locali per attirare il pubblico dei lettori.
Noi pensiamo che se si vuole veramente porre mano alla questione della triste realtà politica-economica e sociale in cui ci troviamo a vivere, il punto primario sul quale focalizzare da subito l’attenzione di tutti gli osservatori del fenomeno sia quello del malaffare istituzionale. Pensiamo ciò, in quanto è secondo noi impossibile credere di poter estirpare un fenomeno endemico e secolare come quello camorristico quando all’interno delle stesse istituzioni che dovrebbero combattare tale fenomeno vanno, invece, a trovarsi in molti casi veri e propri conniventi e coaffaristi con i detentori del potere criminale.
REPORT INCHIODA BASSOLINO
APPELLO AL COMMISSARIO PER I RIFIUTI BERTOLASO
Il Movimento per la Vera e Nuova Politica, attraverso il suo fondatore Luigi Cangiano e con il plauso di tutti i suoi aderenti, chiede a tutti i cittadini della Campania di non perdersi assolutamente la puntata della trasmissione televisiva Report che andrà in onda domenica 19 novembre 2006 su Rai Tre in prima serata.
Durante questa trasmissione, infatti, finalmente viene inchiodato su delle questioni scottanti il Presidente della Regione Campania “don” Antonio Bassolino, che in quello che credeva un fuori onda ha letteralmente inveito contro il giornalista che lo stava intervistando. Quella del “fuori onda” è la vera faccia di Bassolino: la faccia della tracontanza, che non ha davvero nulla di diverso e da invidiare alla stessa faccia di un super-ministro democristiano della cosidetta Prima Repubblica come “don” Antonio Gava.
La tracotanza è il sintomo fisiologico della politica poco trasparente o, per meglio dire, letteralmente torbida che si porta avanti da oltre un decennio ormai in Campania, iniziando da Napoli e finendo in tutta le Regione Campania.
Bassolino è l’esponente di spicco di tutti i DS della Campania, è il loro padre! Ora come è possibile che un padre si fatto possa generare dei figli capaci di porre mano al problema del malaffare politico istituzionale e delle connivenze che la vox populi dichiara certe?
Bassolino ha tra i suoi “fidi” alleati De Mita (vera e propria cariatide della prima Repubblica) e Mastella (che è cresciuto in modo spropositato grazie a 18 anni di allattamento di mamma DC).
E’ questa la nuova politica, è questa politica che poteva portare ad un vero rinascimento di Napoli e della Campania. Non vorremmo spingerci oltre ma forse, e purtroppo i dati economici danno loro ragione, erano meglio Scotti, Di Donato, Lezzi, persino Lezzi che almeno ci faceva ridere quando pensava di poter risolvere il problema della disoccupazione a Napoli creando migliaia di banchetti di venditori di brodo di “pulipo”.
Lanciamo un appello anche all’odierno Commissario del Governo per l’emergenza rifiuti Guido Bertolaso stia attento all’utilizzo delle cave, che le sono state “segnalate” dal Presidente della Provincia di Caserta Sandro De Franciscis. Fatene, se è proprio necessario, almeno buon uso e che si vigili su ciò che realmente in esse verrà sversato nei prossimi mesi, non vorremmo che tutta l’emergenza possa essere un nuovo proficui investimento per la criminalità organizzata, che potrebbe pensare bene di diluire in mezzo ai rifiuti dell’emergenza anche rifiuti ben più tossici e quindi remunerativi!
la camorra c’è e ci deve stare!!!!! parla uno che ne capisce. o’ prufssor e vesuvian
vai a signoraggio.com o ppure cerca signoraggio nei vari motori di ricerca per capire cosa è e chi la fa veramente la politica in italia e nel mondo….
cordialità
un tuo conterraneo dal Sud del Mondo
Napolitano va a scoprire monumenti
Noi andiamo a fotografare nefandezze
Agro-Aversano. In questi giorni abbiamo assistito alle 4 giornate del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a Napoli. Chissà perché proprio 4 giornate, forse perché vorrebbe ridestare nei napoletani quella loro forza interiore che li spinse a liberarsi dai Tedeschi nel 1943? Pensiamo che l’allegoria sia proprio quella, ma non la condividiamo, in quanto se Napoli si ridestasse veramente e dovesse cacciare tutti gli oppressori che attualmente la tengono legata sarebbero ben pochi, anche i politici che si salverebbero e questo le conviene Signor Presidente?
Signor Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, noi del Movimento per la Nuova e Vera Politica non siamo d’accordo nella maniera più assoluta sulla condivisione della sua figura istituzionale con personaggi politici come Antonio Bassolino, attualmente indagato, e con il blasfemo Ministro della Giustizia Clemente Mastella, che non capiamo come possa parlare di giustizia, essendo una parola non contemplata dal suo vocabolario politico.
Comunque, in questi giorni, mentre lei se ne andava in giro per Napoli ed hinterland a scoprire monumenti, noi del Movimento per la Nuova e Vera Politica con il nostro leader Luigi Cangiano, ce ne siamo andati a fare qualche foto vicino a casa nostra, sul nostro terriotorio nel quale viviamo tutti i giorni e che frequentiamo realmente non standocene comodamente seduti su poltrone dorate come fanno, invece, i politici che ieri la derubavano della sua figura istituzionale tenendola sottobraccio.
Le nostre, purtroppo, misere foto raccontano di prostitute che svolgono il loro lavoro a non più di 50 metri da grandi centri commerciali (Medì ed Iperfamila), dove tutte le famiglie che passano vedono lo squallore dell’umanità. Di corse clandestine di cavalli che settimanalmente, ogni domenica, si svolgono all’interno dell’area industriale di Teverola-Carinaro-Gricignano d’Aversa, senza che nessuno faccia qualcosa, con le forze dell’ordine che se anche passano chiudono entrambi gli occhi e scappano via, dove i magistrati non fanno nulla per fermare il fenomeno, perché sono troppo spesso impegnati a far politica anche per misere posizioni di rincalzo. Di scritte gay che inzozzano più dei rifiuti, sempre presenti, le strade nelle quali passiamo con i nostri figli!
Ecco Signor Presidente, questa è la nostra vita reale, non quella dei monumenti e delle targhe da scoprire, se ci tiene veramente al territorio venga a vedere questo schifo e non si faccia accompagnare sottobraccio da persone che hanno tutto da toglierle e niente da darle come Antonio Bassolino e Clemente Mastella, con i relativi accoliti locali che stanno distruggendo in piccolo, quello che i loro leader distruggono in grande: la dignità di tutto il nostro territorio, e la dignità non ha prezzo per essere ripagata!