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Maiale_CastelnuovoL’Emilia Romagna è famosa per essere sede di numerose aziende che si occupano del mercato suino. In città Come Vignola o Castelnuovo Rangone sono presenti circa 150 cooperative che si occupano della lavorazione della carne e dei salumi. Castelnuovo Rangone ha addirittura fatto del maiale il suo simbolo, persino la piazza della città è arricchita dalla presenza della statua di un maiale [Vedi la foto].

L’indotto generato da queste imprese è incredibile, i dipendenti sono migliaia tra cui tantissimi extracomunitari che spesso lavorano in nero.

Queste imprese hanno trovato un modo semplice per arricchirsi sulle spalle degli operai e dello stato, il sistema è semplice ed avviene tramite l’appalto di manodopera esterna: la stragrande maggioranza degli operai anziché essere assunta dall’impresa che lavora le carni è assunta da cooperative fittizie di facchinaggio tramite un contratto di “logistica e movimentazione delle merci”, un contratto che (e qui c’è il trucco) è meno costoso (5 euro all’ora) e prevede meno diritti e tutele per i lavoratori.

SuiniGli operai spesso sono costretti a lavorare alle catene di disossatura e lavorazione delle carni per 10 ore consecutive, senza alcun turno ed in condizioni igieniche impietose, tuttativa, pur sapendo che parte del loro salario sarà retribuito in nero non si ribellano poichè nella stragrande maggioranza dei casi sono lavoratori extracomunitari che non possono sottrarsi all’opportunità di avere un lavoro “regolare”.

Del caporalato in Emilia Romagna si è interessata Rai3, che ha trasmesso un Documentario di Scanni e Oliva chiamato “Il paese del maiale” ma la risonanza è stata pressocchè nulla, forse perchè il servizio è stato trasmesso il 24 agosto alle 0:30 di notte.

Anche i sindacati e la magistratura si sono occupati di questo caso e attualmente gli indagati sono 40, ma in Emilia Romagna questa procedura è tutt’altro che debellata, a ciò si aggiunge anche il fatto che molte di queste imprese oltre ad aver creato un cartello sono controllate in modo indiretto dalla criminalità organizzata, in particolar modo dalla Camorra Casalese che ha trovato una miniera d’oro nella gestione dei Sub-Appalti delle Cooperative.

Per maggiori informazioni vi invito a visitare questo interessante sito: www.nuovocaporalato.it


Comments

pensareinprofondo on 8 Dicembre, 2006 at 13:50 #

Niente di nuovo sotto il cielo.Purtroppo. Anni fa (un’altra vita) sono stato delegato sindacale della Filt CGIL nell’azienda in cui lavoravo. Uno dei punti più ostici da superare era la parte relativa al salario eda all’organizzazione del lavoro. L’azienda, quando si trattava di discutere, ci sventolava sotto gli occhi il costo delle cooperative ed il loro livello di flessibilità. La maggior parte di queste strutture erano con a presidenza di ex sindacalisti. In sostannza si andava a confliggere con interessi (economici) garantiti da gente che pensavi essere dalla tua parte.


Spartaco on 8 Dicembre, 2006 at 21:54 #

Non capisco il commento dell’ex delegato sindacale della FILT, nel caso in questione mi sembra di capire, leggendo attentamente il sito, che i sindacati confederali stanno cercando di contrastare il fenomeno.


alex on 8 Dicembre, 2006 at 21:58 #

Allora che io sappia i sindacati hanno organizzato anche delle manifestazioni esistono degli articoli a tal proposito su http://www.nuovocaporalato.it , penso che pensareinprofondo si riferisca a ex sindacalisti che dopo essersi arricchiti sono diventati a loro vlta proprietari di queste cooperative fittizie.. e non mi meraviglierei più di tanto.. la corruzione esiste da tutte le parti.


pensareinprofondo on 9 Dicembre, 2006 at 11:05 #

Un conto è avere intenzione di combattere un fenomeno, un conto è mettersi nella condizione di essere efficaci nella lotta di quel fenomeno.Se il sindacato è uno di quei soggetti che permette il proliferare di soggeti come le cooperative, in cui i livelli di salario e la flessibilità sono elementi che confliggono con le rivendicazioni che dovresti tutelare, permetti un corto circuito che determina i fenomeni di cui sopra. le manifestazioni del sindacato lasciano il tempo che trovano (quelle di apparato), gran parte di quei signori alla fine si ritaglia un posto al sole (Cazzola, Moretti e compagni).
Alex io non mi meraviglio della corruzione (mi incazzo), solo che ci sono troppe anime finte candide dentro le strutture sindacali e tante cose più che la forma ed i contenuti della lotta hanno lo spirito della semplice testimonianza (che lascia il tempo che trova)


Spartaco on 10 Dicembre, 2006 at 18:48 #

Con queste generalizzazioni non andiamo molto lontano…


pensareinprofondo on 12 Dicembre, 2006 at 13:35 #

Probabilmente anche gli operai di Mirafiori generalizzano


Spartaco on 12 Dicembre, 2006 at 21:03 #

Se vuoi avere ragione te la dò… Ciao


pensareinprofondo on 12 Dicembre, 2006 at 22:25 #

Grazie,
mi sembra un pò infantile ma se questo è il tenore degli argomenti….cercati chi te la canta e te la suona come vuoi tu.


Silvio on 13 Dicembre, 2006 at 20:03 #

Sono i comunisti che sfruttano nei gulag noi della CDL siamo sempre stati contrari alle cooperative!


spartaco on 14 Dicembre, 2006 at 09:29 #

Voi della CDL non siete contrari a quelle cooperative, anzi è un modello che vi piace!


[...] Caporalato: il caso dello sfruttamento degli operai in Emilia-Romagna (La camorra c’azzecca s… [...]


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