Mag
08

Guardate questo breve video:

e ora guardate quest’altra “perla”:

Questo è successo a Milano il 5 Maggio: “Una 15enne di origini ecuadoriane è stata stuprata ieri pomeriggio, ma la notizia è stata diffusa da poco, in un appartamento a Milano. Ad usarle violenza è stato un suo connazionale 16enne, durante una festa organizzata tra adolescenti in casa. Il ragazzo e’ stato fermato dalla polizia e trasferito al carcere minorile Beccaria.” [Fonte]

Questo è quello che è successo a Foggia: “violenza sessuale di gruppo su una 17enne:. Secondo quanto accertato i tre hanno fermato la ragazza vicino a un locale notturno e, dopo averla accoltellata, l’hanno violentata ripetutamente “ [Fonte]

jh

Forse sarebbe il caso di riflettere su alcune cose che sono trasmesse in televisione, forse sarebbe anche il caso di cacciare via dallo schermo le persone ignoranti che arrivano a pubblicizzare la denigrazione e la violenza sulle donne, specialmente quando i personaggi di questi reality diventano i miti degli adolescenti.

Questa naturalmente è una provocazione che vuole far riflettere, chi si occupa della morale delle persone dovrebbe preoccuparsi più di queste cose che delle parole di un Rivera qualsiasi.


Comments

rubert on 8 Maggio, 2007 at 17:32 #

E tu pensi che quei tre violentatori di Foggia abbiano visto quel filmato?. O che l’equadoriano a Milano l’abbia fatto?. Forse alla televisione si da’ piu’ potere di quello che effetivamente ha. Anzi penso che qualcuno approfitti della Tv per fare demagogia. Quei tre erano “conosciuti” alle forze dell’ordine, quindi evitiamo di cadere nei soliti “luoghi comuni”. La maggiorparte di persone che delinque (in tutti i settori) la TV neanche la guarda, e soprattutto non e’ certo da quella che si fa influenzare. Se poi vogliamo parlare di minori allora qualcosa forse si potrebbe evitare, ma li’ la colpa piu’ che alle TV io la dividerei con i genitori che lasciano ragazzini davanti alla Tv per ore (per non essere disturbati) lasciandogli vedere di tutto. Basterebbe un buon filtro (scelta dei programmi da far vedere) per evitare questo. Se la TV in un certo canale trasmette programmi non adatti ai bambini, i genitori devono bloccare quei canali. Con i televisori di oggi e’ possibile farlo. Il problema e’ che nessuno lo fa’ e piu’ facile dare la colpa alla TV (che comunque non ne e’ esente completamente).


alex on 8 Maggio, 2007 at 17:50 #

Beh, naturalmente la mia era una provocazione!

Queste trasmissioni non implicano immediatamente la violenza, però la bravura di queste trasmissioni è proprio quella di far sembrare lecito e normalissimo il vergognoso comportamento di alcuni personaggi, così si attira l’audience, però anche altro..

Ora si sta un pò esagerando, non sono un censore un casto un moralista, però se una volta gli adolescenti erano solo martellati da culi e tette al vento, ora sono bombardati da scene disgustose in cui si parla senza problemi in un programma di prima serata addirittura di decapitazione delle donne che tradiscono, cosa che accade solo in pochi paesi incivili dell’islam.

Le assurdità tramite questi programmi stanno diventando normalità, c’è da preoccuparsi, forse la chiesa dovrebbe occuparsi di questo al posto di sbraitare contro Rivera!


Anonimo on 8 Maggio, 2007 at 18:04 #

Caro Rubert: ad Aversa ogni sabato sera le ragazzine devono scappare da branchi di bambini di 7 11 anni max.. che le rincorrono e le toccano da tutte le parti e non è un’invenzione. Questi bambini di 10 anni dove imparano ste cose?
Sicuramente avranno influenze anche da altre cose, ma fidati che vedere milo che tocca le zizze a guendalina 24 su 24 incide molto, considerano normale quell’atteggiamento e pensano dal basso dei loro 8 anni “allora posso farlo anche io”


Absurdbanipal on 8 Maggio, 2007 at 21:56 #

Si afferma frequentemente che non è giusto attribuire alla televisione la responsabilità di comportamenti devianti. Credo però che prima di assolverla occorra fare alcune considerazioni. Intanto, come dice anche alex, non bisogna fare l’errore di usare l’ottica causa-effetto, perchè è ovvio che la televisione non determina direttamente azioni violente o antisociali, a meno di rari casi di imitazione patologica. Usiamo un diverso approccio: se leggiamo parole come squalo, Cina, Vietnam, Islam, polizia scientifica ci troviamo ad avere una raffigurazione mentale, un’idea, delle opinioni su uno o più di questi argomenti. Abbiamo un’opinione sulla guerra in Iraq o sul regime iraniano, sulla possibile futura guerra dell’acqua o sulle energie alternative. Eppure molti di noi non leggono i giornali, non consultano riviste scientifiche o geopolitiche, ma hanno opinioni che difendono con convinzione. Queste opinioni sono quasi sempre il risultato dell’informazione televisiva. Più frivolmente: quasi tutti quelli oggi intorno ai 40-50 anni e oltre hanno una loro idea dell’epopea del west o della criminalità urbana di New York, senza avere, a volte, neppure lasciato la propria città, grazie ai films hollywoodiani in TV. La televisione lavora sull’immaginario dell’individuo permettendogli di riempire i vuoti, dovuti all’impossibilità di un’ esperienza diretta, con un’esperienza fittizia che viene assorbita spesso acriticamente. Come l’acqua di un torrente che consuma le pietre, nel tempo la televisione e contribuisce con le altre esperienze a costruire l’immagine che la persona ha del mondo. Quanto contribuisce? Dipende dalle proporzioni con cui viene somministrata. Se si considera il numero di ore che molti passano davanti alla TV, se si considera la facile fruibilità dei messaggi che veicola, se si considera la vulnerabilità psicologica e culturale delle persone giovani e la sempre più scarsa efficacia di luoghi alternativi di cultura, se si considera l’elevata capacità di creare dipendenza, direi che la sua non è una presenza innoqua.
D’altronde, se fosse uno strumento poco efficace, perchè chiunque voglia far accettare un proprio prodotto, che sia un bene o un’idea politica, o altro, che richieda di convincere il prossimo, si affanna tanto a comparirvi o a impossessarsene?


Post a Comment
Name:
Email:
Website:
Comments: