Il voto, ancora parziale, delle elezioni politiche sta riservando molte sorprese. La società (può essere un pro, ma anche un contro) sta cambiando, è forte il malcontento verso la politica e questo malcontento si esprime tutto nei due partiti che da sempre abbracciano i temi che più sono vicini all’uomo comune.
Scendendo nel particolare, più che analizzare il risultato dei 2 maggiori partiti che sono in linea con le previsioni, preferisco invece analizzare il risultato dei tre partiti che in un modo o nell’altro hanno stupito.
LEGA NORD:
L’8% della Lega Nord è un risultato straordinario per una forza politica che nel 2006 aveva ottenuto circa il 4%. La Lega è riuscita a rispondere ad almeno due spaccature interne alla società del nord.
Spaccatura Centro/Periferia: il federalismo è decisamente sentito dalla popolazione del nord che si sente trascurata e abbandonata da un governo di centrosinistra che ha dimenticato di rappresentare, nel governo, gli elettori di Lombardia e Veneto.
Spaccatura Italiani/Stranieri: l’invasione cinese e l’ingresso nell’Ue delle Romania hanno sicuramente alimentato numerosi sentimenti di paura nell’elettorato del nord.
ITALIA DEI VALORI:
Il partito di Di Pietro ha ottenuto un ottimo 4,5% dovuto soprattutto agli effetti giustizialismo/antipolitica.
L’Italia dei valori è riuscita a canalizzare i voti dell’antipolitica, di chi, dopo il libro di Rizzo e Stella, dopo il movimento di Beppe Grillo, dopo i numerosi attacchi alla magistratura, dopo l’approvazione dell’indulto … si è infuriato con la casta e ha ritenuto il partito di Antonio Di Pietro l’unico in grado di offrire una parvenza di serietà.
SINISTRA ARCOBALENO:
Per la Sinistra è una vera e propria disfatta, basti pensare che a Cavriago, la città del busto di Lenin, la SA ha preso meno dell’8%. L’insuccesso della Sinistra Arcobaleno è da attribuire a numerosi motivi:
L’incapacità di rispondere alle nuove esigenze del paese: il popolo di sinistra del 2008 non è più quello del 1945 e nemmeno quellp del 1994. Quanti elettori sono oggi interessati al tema della lotta di classe? Quanti al tema dell’antiamericanismo? Pochi, troppo pochi. Quanti invece interessati ai temi dell’anmbientalismo? Della lotta alle mafie? Della lotta alla cattiva politica? Della protezione del laicismo? ecc ecc… Molti. A ciò inoltre si aggiunge…
Una campagna elettorale sotto tono: la punta di diamante della campagna della SA è stata la proposta della scala mobile. E’ tutto dire.
Il leader: e’ evidente che l’(ex) elettorato di sinistra sia stufo di un leader che durante la campagna elettorale non ha fatto altro che ostentare la propria vecchiaia affermando addirittura di voler abbandonare la guida della sinistra subito dopo le elezioni. Un grave errore.
Un cartello PALESEMENTE elettorale: la Sinistra Arcobaleno non è un partito e agli occhi dell’elettore non è stata nemmeno una federazione: Diliberto ha parlato solo di comunismo, Pecoraro ha preferito tacere causa situazione rifiuti in Campania, Mussi è stato inesistente. Molti elettori oggi non sanno nemmeno chi sono i partiti che compongono la federazione della Sinistra Arcobaleno. E poi…
La scomparsa della falce e martello: questo è stato un forte handicap, non tanto per il valore ideologico, quanto per il valore comunicativo del simbolo, molti elettori non trovando più la falce e martello (non parlo di Ferrando e degli altri) hanno preferito votare PD anche perchè…
Il sentimento di antiberlusconismo nell’elettorato: questa è stata la vera zappata sui piedi della Sinistra, 14 anni di antiberlusconismo non hanno fatto altro che portare i vecchi elettori della sinistra Arcobaleno a votare quel partito ritenuto l’unico in grado di scalzare Berlusconi, vale a dire il PD. Attenzione a dare tutte le colpe al PD.. altrimenti si rischia di cancellare del tutto la sinistra.
Gli astenuti di oggi sono gli elettori di sinistra di ieri. Quando la politica diventa “governo o morte”…
Già. Ora è “morte” e basta.
La Sinistra Arcobaleno secondo me ha pagato il suo ormai completo scollamento non dai problemi della gente, ma dal modo ragionevole di risolvere questi problemi.
Un esempio su tutti: il mercato del lavoro. Come si può pensare di arroccarsi, rifiutandosi di ridiscutere per esempio l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori o le clausole (asfissianti) dei contratti a tempo indeterminato, quando è ormai chiaro che se il sistema non viene riformato le nuove generazioni vivranno nella precarietà?
bassolino invece ….ha vinto ![]()
bel blog.
secondo me …
a) la sinistra (tutta) ha smesso di fare la snistra. Sul lavoro la SA difende solo i diritti acquisiti dimenticando (di fatto) i giovani lavoratori. E’ inutile gridare contro la legge 30 se poi oggettivamente ad ogni riforma delle pensioni l’unica lotta è la difesa di coloro che sono già ampiamente difesi. E noi ? io coem andrò in pensione ?
2) La LAICITA’ non è un orpello. Basta leccatine a papa e preti
3) distanza dal capitale non vuol dire essere anticapitalisti da difendere realmente il bene pubblico. Quindi basta collusioni con PALAZZINARI & co
4) difesa del lavoro significa anche difesa dal situazoni di concorrenza verso il basso anche nel ns paese. Non si può tollerare che per un malato sentimento di solidarietà di accettino situazioni di degrado lavorativo che vanno a discapito du tutti.
5) LEGALITA’. Sempre e cmq.
6) Basta scimmiottare la destra sui temi dell’economia e del lavoro. Ma qualcuno si ricorda cosa sono STATO SOCIALE e SOCIALDEMOCRAZIA ?
Occorre proporre un modello FUZIONALE e AGILE ma in CONTRAPPOSIZIONE a quanto proposto dalla destra … che RIFORMI RADICALMENTE il ns paese .. amputando le TROPPE COLLUSIONI con i centri di POTERE (vedi CALTAGIRONE etc etc) …
avere il coraggio di DIRE COSE SCOMODE E SERIE